Un piccolo mondo fantasy

lunedì 27 febbraio 2012 1 commenti

Stamattina i bimbi hanno preso pasta modellabile e attrezzi vari e ho cercato di non intervenire (è più forte di me, mannaggia!) e di lasciargli fare quello che volevano. Pietro ha voluto fare un bracciale del guerriero non so che, mentre Ele ha riprodotto lo scenario di un gioco, Smallworld, creando un vulcano, i laghi con le montagne, il cielo, le nuvole e il cavallo rosa delle Amazzoni, personaggi scelti da lei.


Al di là della fantasia, mi piace pensare che i giochi da tavola che fanno da tempo sia tra di loro che con noi stimolino l'immaginazione oltre che alla comunicazione. E in questo caso ho notato che Eleonora è stata colpita dal tabellone del gioco e dall'ambientazione.

 In particolare questo fa parte del genere fantasy: un'isola di dimensioni ridotte in cui 14 Razze Fantastiche (Amazzoni, Nani, Troll, Maghi ecc) si contendono lo spazio con Poteri Speciali legati a ognuna. Per conquistare i territori (montagne, paludi, mare, ecc) si parte dall'esterno del tabellone, scegliendo la popolazione a cui è associato un determinato potere e di volta in volta se ne possono aggiungere o eliminare, mettendole in declino, a seconda del proprio obiettivo di gioco.

Si gioca con dei segnalini diversi a seconda della popolazione e per conquistare un territorio bisogna metterne  tanti quanti quelli che stanno su quella regione, più altri due. Quando non abbiamo abbastanza risorse possiamo usare il dado e il numero che appare lanciandolo. Se l'operazione va a buon fine, si occupa la zona scelta e se apparteneva a qualcun altro, si restituiscono i segnalini, scartandone uno.




Alla fine del turno si possono ridistribuire le Razze sulla mappa senza lasciare alcun territorio vuoto e poi si conteranno i punti che ha ottenuto in base ai territori che controlla.Per vincere bisogna avere più punti degli altri e questi si ottengono in base ai territori che riusciamo ad occupare.

Età consigliata, dagli 8 anni, ma ho notato che è molto comprensibile anche dai più piccoli e ai miei è piaciuto perché potevano cambiare popolazione a seconda dell'obiettivo, avanzare nel tabellone, scansando l'altro giocatore e vuoi mettere la soddisfazione per due fratelli sempre in competizione?Sì perché si sfidano e usano l'astuzia per eliminare i personaggi dell'altro. E così mi sembra che possano incanalare quelle tensioni che a volte si scatenano fra di loro e con il gioco trovare un modo per sopportarsi

Anche voi siete appassionate di giochi in scatola?



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