Venerdì del libro: Primo inglese della Cartedit

venerdì 15 febbraio 2013 10 commenti
 
Trovati tra i libri in offerta in un grosso ipermercato, la serie di libri "Primo Inglese" (Oak Service, Crtedit), ci sono piaciuti moltissimo perché:

- sono grandi ma ben gestibili dalle piccole manine dei bambini
- hanno una bella grafica e le parole sono in stampato maiuscolo
- sono divisi per tema: casa, fattoria, animali, ecc.
- in verde ci sono le parole in italiano, in rosso in inglese e in blu la pronuncia fonetica, cosa che ho trovato utile anche se ero titubante all'inizio; Eleonora però ha gradito ed essendo ancora piccola si è stufata meno a leggerle e ripeterle proprio per questo piccolo aiutino
- ci sono dei giochi per fissare il lessico

Era da un po' che non facevamo inglese (per tutte le idee trovare in rete o consigliateci dalle insegnanti di pietro rimandiamo alla sezione qui sul blog) e ci è servito per ripassare.Mi ha detto la maestra di Pietro che lui le racconta sempre di quando facciamo qualcosa e che gli piace davvero, soprattutto per l'approccio giocoso, per il quale mi confronto spesso con la maestra esperta.

Buon Venerdì del libro!




10 commenti:

  • ha detto...

    L'approccio giocoso è fondamentale, così diventa tutto divertente. Non ho mai preso in considerazione libri del genere, io in genere leggo proprio favole o albi illustrati in lingua originale, quando leggerà lei vedremo.

  • alessandra ha detto...

    Noi finora abbiamo ascoltato canzoncine, animandole, guardato cartoni come Peppa Pig o Charlie and Lola per apprendere vocabolario e frasi e da quando Pietro suona la batteria traduciamo i testi delle canzoni. Però questo libro mi ha dato modo di cominciare con Pietro a guardare la parte scritta e con Ele a giocare sulla pronuncia delle parole. A loro piace molto!

  • mammozza ha detto...

    La mia collega di inglese mi aveva raccomandato di iniziare a prendere libri di vocaboli con la pronuncia fonetica. Io non l'ho ancora fatto, ma tu sei già avanti!

  • A Tea For U ha detto...

    parto avvantaggiata perché sono laureata in lingue anche se non mi sono mai appassionata all'inglese, che ho imparato per lavoro; ma a Pietro piace moltissimo e quindi trovo i modi più carini per impararlo insieme e la sua maestra mi dice sempre che lui non vede l'ora di farlo sia con lei che con me a casa.

  • ha detto...

    Dopo mi è venuto in mente che ne ho uno anche io così, un Dickens natalizio semplificato di qualche anni fa, quaando era più difficile trovare libri in inglese per bimbi e c'erano in giro solo queste versioni più didattiche.
    In effetti io ho imparato moltissimo quando ho fatto l'esame di fonetica all'uni, solo che per ora voglio continuare a impostare le chiacchere e le letture in inglese come un momento giocoso. (OT: ho letto la bios del blog e anche mia figlia è nata a fine 2007 ;))

  • Federicasole ha detto...

    Come te amo più altre lingue che l'inglese, però penso che sia utile e anche se Ciambella già lo fa all'asilo con passione, vorrei dal prossimo anno dedicargli un'oretta a settimana, seguendo il tuo consiglio dell'approccio giocoso!Me lo segno!:-)

  • A Tea For U ha detto...

    sai che quando erano più piccoli lo facevo tutti i giorni? contava molto...o ascolto di un cartone di 5-10 min, o canzoncine animate (youtube supersimplesongs) e poi ora abbiamo dei racconti con cd e questi libri... vorrei farlo più spesso ma per motivi di lavoro non riesco... Fammi sapere come va e cosa fate eh!

  • ha detto...

    Il nostro però è un caso particolare. Mia figlia in realtà parla già inglese per vari motivi, il principale è che quando siamo all'estero DEVE, per comunicare con gli altri bimbi :) ma io sono convinta che serva tantissimo quel che posssiamo fare noi mamme/papà.
    Un giorno ci scrivo un post.

  • A Tea For U ha detto...

    ma dai, che bello! in realtà anche io lo faccio per questo motivo nel senso che vorrei cominciare a far frequentare loro anche dei corsi all'estero durante le nostre vacanze perché per es. l'anno scorso Pietro ha frequentato l'English Camp ed è stata un'esperienza davvero molto bella. Lui ora è interessato anche al francese per cui dovrei solo essere costante. Tutto sempre per predisporli a imparare le lingue per parlarle e non come fanno qui da noi per saper fare tutto per bene ma parlare proprio no! raccontaci cmq siamo curiose

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