Una telefonata ti accorcia la vita!

lunedì 12 novembre 2012 0 commenti

Ieri sera,  mentre ero lì che preparavo la cena,  ravanavo tra le mille cose che avevo in mente di fare forse da un mese, magari due, senza trovare mai tempo di farne mezza. In cima alla lista c’era il famoso colpo di telefono all’Elena per organizzare, finalmente una serata assieme.

Piccola pulce giocava tranquilla in sala, ottima premessa  per combinare lo sminuzzamento di verdure  e la tenuta del cordless tra orecchio/spalla senza intervalli: ok, la chiamo!
Il telefono squilla diverse volte, ma Elena non tira su. Poi quando sto per riagganciare sento un “Pronto!” trafelato.
“Allora ci sei! stavo per mettere giù. Come stai? Come stanno grande uomo e piccolo uomo?” dico col tono ironico di sempre.
“Ma guarda, è un brutto momento! Piccolo uomo è una peste, al solito. Grande uomo, invece sta tribolando col lavoro Pare stiano arrivando parecchi insoluti. Ultimamente è sempre agitato, nervoso, si arrabbia per la qualunque. Ma non ho capito bene la faccenda, a malapena c’incrociamo per la consegna del piccolo, c’è poco tempo per parlare.”
Oh, mi spiace Elena...”
“Eh, pazienza! …. Ehiiiiiiii, smettila di arrampicarti sull’armadio!” urla “ Scusa! te l’ho detto, è una peste!”
Rido e aggiungo “Quando lo porti a fare le arrampicate a casa mia? Questa domenica o la prossima?”
Elena sospira tristemente “Non posso, la domenica lavoro, lo sai. Ormai tengono aperto tutte le domeniche, orario continuato…”
“Ma davvero? Non è più apertura occasionale?” mi pare proprio incredibile.
“Si, davvero. Anzi, ti ricordi quella mezza idea di passare tutti noi del gruppo il Natale assieme? Bhe, è probabile che tengano aperto anche a Natale e Capodanno… quindi su di noi non contare. Sto davvero male per questa cosa….”
E così mi attizzo come una torcia, invoco il buon senso, la bibbia, i sindacati…ma questi forse più del resto fanno saltare i nervi ad Elena
“Non me li nominare quelli!  Hanno solo finto di fare casino, intanto ai tavoli hanno firmato tutti gli accordi. A breve aboliranno anche i 15 minuti di pausa che spettano a chi stai in piedi al banco e manco puoi andare a fare la pipì…Se proprio ti scappa, fai la pausa di 15 minuti e poi stai al lavoro 15 minuti in più a fine turno”
Sono allibita e non trovo parole di conforto e coraggio per la mia amica.Poi lei rompe il silenzio 
“Adesso scusami, ma sono tornata da poco, ho ancora da preparare la cena, caricare la lavatrice…uffa! Se sono fortunata mi resta mezz’ora per spupazzarmi la mia piccola peste. Ormai sto sempre meno a casa ed anche una telefonata mi toglie modo di fare il necessario. Scusami…debbo chiudere”
Tranquillizzo Elena, capisco bene. Una volta, come decantava una nota pubblicità, una telefonata era un piacere, ti allungava la vita. Oggi è un lusso, almeno per lei. La saluto con calore, le auguro che le cose si sistemino, so bene che è difficile.
Elena esiste, è vera. E’ una donna, una mamma e lavora in una grande catena della GDO alimentare, in Emilia Romagna. E’ una di quelle signore che ti affettano il prosciutto al banco o ti servono il pane o sistemano gli scaffali. Una delle tante donne che trovi nei centri commerciali quando vai a fare la spesa. Una delle tante persone che per il lavoro sta rinunciando alla propria serenità e sacrifica l’unico giorno che da sempre è dedicato al riposo e agli affetti più cari.  Quest’anno, forse Elena rinuncia anche al Natale.
Cosa possiamo fare noi? Intanto possiamo scegliere di  aderire, se residenti in Veneto, Piemonte, Toscana o Emilia Romagna, alla proposta di iniziativa popolare che chiede di disciplinare le aperture domenicali.  Al momento si sono rese disponibili le Chiese per la raccolta di firme il  giorno domenica 25 novembre.
E cos’altro? Divulgare la notizia, raccontare ad altri che per le tante Elena d’Italia possiamo fare un piccolo semplice gesto: firmare!

Con questo post noi di ATeaForU vogliamo supportare DomenicaNoGrazie!

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