Insieme contro il tetano neonatale

mercoledì 14 novembre 2012 0 commenti

Ci piacerebbe oggi condividere un progetto importante, la campagna P&G per Unicef "Insieme contro il tetano".

Claudia Porta ci racconta nel suo blog la sua esperienza in Camerun, quello che ha visto, quello che ha vissuto, e la prima tappa del suo viaggio racconta del ballo, usato da molte popolazioni come rituale, come lei stessa dice: "una danza che porta gioia e fa dimenticare tutte le preoccupazioni... in un paese in cui la musica aiuta a ritrovare il sorriso".

E lancia una proposta... raccontare qualcosa sull'ultima volta che abbiamo danzato, raccontare cosa è per noi...

... io vengo dal tacco dello stivale, la Puglia, regione in cui i balli rituali, la Pizzica e la Taranta sono molto sentiti e, negli ultimi anni, con la valorizzazione dell Salento, anche molto in voga.
Mio padre è un musicista ed adora ballare, quindi in casa mia non c'è mai stato giorno in cui non ci sia musica diffusa, una chitarra che suona e mio padre che arriva all'improvviso e fa volteggiare, ora come quando eravamo piccoline, me, mia madre e mia sorella... e chiunque altro gli capiti a tiro!
Mio marito è qual che si suol dire "una tavola di legno"... ma ogni tanto, mentre mi aggiro per casa mi prende e ci facciamo un bel lentone, senza musica, con lui che "canticchia" una canzone...
Questo è il ballo per me... un momento in cui l'animo si alleggerisce, in cui ogni broncio o preoccupazione svanisce e ci si può sentire delle farfalle!
.doriana.


Se devo pensare a una danza con lo spirito descritto da Claudia, devo dire che mi vengono in mente i balli scatenati con i miei bambini, che suonano e cantano (utili anche per una messa a letto rapida e indolore); ma poi penso alla festa per i 40 anni di mio marito e al ballo improvvisato in mezzo ai ns amici che avevano sfidato anche la neve per stare con noi; o il boogie ballato con ele nella pista di un parco dei divertimenti al mare, copiando le mosse dei ballerini esperti o alle danze country per cui abbiamo sciolto il ghiaccio con amici appena conosciuti che si sono lanciati con noi; ma qil più dolce e tenero rimane quello con pietro dentro il mio pancione sulle note di Barry White. Il ballo serve davvero per ricaricarsi e trovare un sorriso sempre.
.alessandra.

Il ballo mi fa ripensare a quando ero piccola, e aspettavo la domenica pomeriggio per poter tenere lo stereo a tutto volume, e ballare come una pazza, in quella sala di quella vecchia casa, dove i nonni abitavano al piano di sotto, e mio padre, che non ha mai amato il ballo, diceva "abbassa che sotto ci sono i nonni"
questo amore per la danza o per la musica, secondo me viene da dentro, è un ritmo che ci travolge, che scandisce il tempo.
Questo ritmo che ho cercato di trasmettere al maritozzo, trascinandolo ai corsi di latinoamericano, ma con scarso successo, ma che sicuramente hanno ereditato i miei bimbi, infatti quando siamo in casa balliamo sempre e a volte riusciamo a trascinare nel vortice anche il maritozzo-manico di scopa.
.natascia.


Per tutti gli approfondimenti sul viaggio di Claudia e sulla Mission vi invitiamo a visitare i link:
www.missionebonta.it
La casa nella Prateria - Diario di viaggio

#incamerunconclaudia

Video



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