Non so se sia fatta male io, ma da quando Pietro va alle elementari mi sento un po' scolaretta anche io, soprattutto durante i colloqui con le maestre, quando mi sudano le mani e mi impampino ...
Questo perché per me è ancora una grande emozione, è un luogo dove si imparano tante cose, non solo quelle scritte sui libri o alla lavagna. Un posto dove ci si misura con se stessi e con gli altri e dove si diventa ... GRANDI!
Essendo passata dall'altra parte della barricata, mi rendo conto che non è facile accompagnare un bambino in questa esperienza, soprattutto oggigiorno perché, come ci dicevano all'incontro di inizio anno le maestre, tutto si fa di fretta, anche imparare.
Pare che la questione a cui dovremmo dare importanza come genitori è l'ascolto: sì perché i bambini non sono più abituati ad ascoltare (e secondo me anche qualche adulto...) e in un'aula questo fatto si nota ancora di più!
Quindi ecco i semplici, ma efficaci consigli delle maestre che vorrei condividere con voi:
-guardare negli occhi la maestra
-postura corretta, con schiena dritta e mani sul banco
-niente giochi o colori sul banco
-non chiaccherare
Pare facile! Ma conta molto secondo loro incanalare le energie dei piccoli proprio ora, quando ci sono tanti stimoli, spesso presenti contemporaneamente, e poco tempo per elaborarli. Contenere la loro voglia di giocare e la loro vivacità, espressioni sane e vitali che non si devono mortificare, ma semplicemente e amorevolemente indirizzare.
Amorevolmente sì....perché poi a scuola ci sono i primi voti, numeri che il bimbo molto spesso non sa associare al risultato di uno sforzo o di un impegno, soprattutto se noi genitori non siamo capaci di motivare a fare meglio, piuttosto che far notare quello che manca....
Affettuosamente riprendere, ma anche incoraggiare a capire che un compito è diverso dall'altro, come lo siamo noi mai uguali e quindi ci sono giorni che rendiamo meno; teneramente ricordare loro che valgono tutti gli sforzi, che per un bimbo sono sempre intensi, e rimanere fermi nelle proprie posizioni ma senza mortificare.
Il primo incontro dell'anno, un'altra occasione per riflettere...
E voi che mi dite a proposito?




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