Ma siamo pronti per le elementari?

lunedì 28 gennaio 2013 6 commenti


Nella frenesia ed emozione delle iscrizioni dei bambini alla scuola primaria ci siamo ritrovate a scriverci i pensieri dei nostri figli su questo e anche a chiederci se siano davvero pronti e noi con loro.

Tra poco iscriviamo i bimbi a scuola, ci pensate?! Mamma mia che salto!(Alessandra)
Riccardo dice "Non vedo l'ora di andare a scuola, tanto se poi mi danno dei compiti difficili o mi fanno fare cose che non mi piacciono, io non ci vado più". Ehh, già...!Siamo in una fase di ingestibilità della frustrazione per ogni cosa che non va come lui si aspetta... è una lagna per tutte le cose nuove, non vuole neanche provare che già si mette a lagnare ed il motto è: "Non ci riesco... non ce la faccio". (Doriana)
"Samu vorrebbe imparare a leggere, scrive bene le lettere, il suo nome il suo cognome, ma quando si tratta di trascrivere una parola da solo si perde, io cerco di fargli ripete la parola sillabandola così da riconoscere le singole lettere, ma non sempre ci riesce, mentre vedo il tommy che a nemmeno 4 anni riesce a riconoscere foneticamente le lettere, pensate che non parla nemmeno bene; secondo me Samu non è ancora pronto per la lettura, la maestra mi ripete che lo farà da solo e io lo lascio fare" (Natascia)
Queste alcune nostre riflessioni, abbiamo riportato degli estratti delle nostre mail, e ultimamente l'argomento che va per la maggiore (con dubbi amletici) è appunto la scuola, questa grande avventura che ci attende

Ma saranno davvero pronti i nostri bambini?


A livello didattico, durante l'ultimo anno della materna di solito le maestre preparano i bambini con attività di pre-grafismo, insegnando loro soprattutto la postura, l'impugnatura della matita e anche a tenere le loro cose in ordine.

Ma è giusto preparali anche a casa?

 "Pensa che a scuola di Riccardo fanno pregrafismo solo a maggio e giugno dell'ultimo anno... per il resto solo disegnare e colorare, disegnare e colorare... e lui scrive bene ma disegna di merda...!E' proprio questione di predisposizione verso alcune cose piuttosto che altre." (Doriana)
 "Ida disegna in modo appena sufficiente. Ha iniziato a fare le persone quest'anno.Riconosce le lettere ma non riesce a costruire le parole sia in lettura che scrittura. Scrive se le detto lettera per lettera. Uniche eccezioni il suo nome e cognome e il mio nome.In compenso ha un'ottima memoria.E comunque considera che lei fa una scuola dove spingono moltissimo sulla prescrittura e già fanno inglese. Questo conta moltissimo.Io poi son tignosa e a suon di "meglio prima che dopo" e di perfezionismo ereditato da mia mamma spero solo di non far danni..." (Sara di Mammachetesta)
Pietro non ama molto fare esercizi extra con me e le maestre della materna mi sconsigliarono di fare "cose di scuola" con lui; Eleonora ha imparato a leggere in stampato e stampatello e scrivere a 4 anni, osservando il fratello ed è lei a chiedermi di usare i libri che abbiamo in casa che ho comprato anche incuriosita da questa esperienza. (Alessandra)


 Dalle varie esperienze tra noi mamme, la differenza di approccio la fanno il bambino, il carattere, la maturità ma soprattutto il nostro atteggiamento. Forse lo spirito giusto non è insegnare qualcosa ma scoprirlo insieme, divertirsi e imparare perché in fondo è molto bello studiare con loro e non solo sui libri. L'approccio può essere giocoso da parte nostra, con un atteggiamento rilassato e curioso, senza aspettative e ansie sul livello di preparazione prescolastico. Non c'è bisogno che sappiano leggere e scrivere e se ci sono compagni che lo sanno fare, saranno solo di stimolo. In classe funziona il gruppo.

Pietro ha cominciato la prima che non sapeva leggere, ma riconosceva le lettere, avendo avuto bimbi più grandi alla materna. Se facevamo qualcosa insieme a volte sembrava indispettito o forse troppo orgoglioso per capire che non si impara tutto subito ma che bisogna allenarsi. Ecco mi è servito forse lavorare molto su questo concetto di provare e riprovare, superando anche le prime frustrazioni. Il materiale che ho comprato e scelto per fare esercizi con lui si basava su un approccio ludico, ma non sempre era ben visto dal bambino. Così, con il senno di poi ho capito che lui voleva sentirsi protagonista in questa fase e ho messo a sua disposizione libri e dispense, dedicandogli una zona della libreria. Ora è lui che se si sente insicuro o ha voglia di fare qualcosa con me, me lo propone. (Alessandra).

Forse il nostro compito più importante è alimentare continuamente la motivazione a imparare, non sempre alle stelle.

Come materiale si trova molto in Internet e anche in libreria ci sono dei testi interessanti con spiegazioni agli insegnanti o ai genitori di cui parleremo. In generale si può scegliere fra diverse proposte formative e adeguare il metodo al bambino. E vi racconteremo anche di qualche idea nata dalla nostra esperienza come mamme.


Uno dei consigli che ci sentiamo di dare è che le maestre e il loro metodo sono dei tesori per i bambini, degli spazi da non invadere altrimenti capita di sentirsi dire "non sei la maestra" o "non sei normale perché mi fai fare delle cose in più" (Pietro). In realtà i consigli delle maestre sono preziosi soprattutto per noi, su come seguire bi bambini durante i compiti e aiutarli a renderli sempre più autonomi. Il rapporto con i docenti è fondamentale per essere di supporto al bambino, capendo di cosa ha davvero bisogno e per gestire i vari momenti anche di crisi che ci possono essere. E poi in un certo senso andiamo anche noi a scuola, reimpariamo, curiosiamo, leggiamo, superiamo piccole e grandi difficoltà dei nostri figli, per e con loro!

E voi avete già pensato a come preparare i vostri bambini per questa favolosa esperienza? Avete idee e opinioni da condividere con noi?

Seguiteci perché la prossima volta parleremo delle domande dei bambini, di maturità e di inserimento nel gruppo classe.

6 commenti:

  • Anonymous ha detto...

    Io sono molto per quello che mi ha detto sempre una delle mie nonne fino a pochissimo tempo fa (poi è volata in cielo...) : non costringerli ad imparare mai niente prima che inizino la scuola, che così si fa solo danno" e sinceramente le ho sempre creduto essendo stata una maestra per più di 40 anni...se loro vogliono scrivere o sapere come si scrivono delle lettere o numeri io glielo faccio vedere e li seguo fin dove vogliono ma io di mia iniziativa non mi soffermo mai a fargli scrivere o leggere qualcosa. ciao ciao,
    Francesca

  • A Tea For U ha detto...

    con il senno di poi credo anche io moltissimo in questa cosa, ma ci sono dovuta passare....è importante rispondere ai loro input in effetti non dargliene per ns aspettative...ciao francesca

  • Anonymous ha detto...

    questo è l'orgoglio di un genitore nel dire "il/la mio/a sa gia' leggere a 4 anni" "il mio fa le equazioni da quando ne aveva 3!" e ciò è vero anche negli sport e in tutte le attività in cui i genitori si confrontano con altri genitori.

    Questo li condizionerà per il resto della vita anche nel rapporto con noi genitori, e a fronte di ciò ci ritroveremo a chiedereci perché si comporta così o ci tratta in maniera aggressiva. Incolperemo tutto e tutti, la società le cattive compagnie ma mai noi stessi, orgogliosi di essere meglio di qualcun altro attraverso di loro.

    Lasciateli giocare ed imparare, lasciateli parlare ed esprimersi come vogliono ma soprattutto ascoltateli ingionocchiandovi guardandoli negli occhi ed essere orgliosi di loro per quel che sono.

  • proferina ha detto...

    è normale essere orgogliosi dei propri figli, dal primo vagito, al primo sorriso, al primo passo, al primo ingresso a scuola, guai a non esserlo, e guai semmai a non esprimerlo, i nostri figli devono sapere che noi li adoriamo e che siamo loro vicino sempre, nel bene e nel male

  • A Tea For U ha detto...

    orgoglio certo, guai a non provarne, anche se non parliamo di super voti o medaglie: sempre! Il post, Anonimo, è nato proprio dalle riflessioni fra mamme molto diverse.

    E' molto bello quello che dici e ne terremo conto come spunto.

    Ascoltarli sempre, così come dobbiamo ascoltare anche le nostre emozioni di genitori, capire il nostro approccio e anche fare i conti con le nostre aspettative...

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