Elisa e la sua voglia di viaggiare per il Martedì dei Viaggi

martedì 15 gennaio 2013 3 commenti


E' da un po' che pensavo di chiedere a Elisa Reddavid, giovane architetto, ma soprattutto amica, di parlarmi delle sue esperienze di viaggio visto che su facebook mi ha colpita una sua frase: Nella vita, voglio imparare e viaggiare: tutte le mie scelte saranno indirizzate a questo. Così una sera, chattando sul famoso social network, tra una domanda e una risatina, è nata questa chiaccherata.

Sei appena tornata dalla montagna dove pare tu abbia avuto una breve ma intensa passione per uno...snowboard? 
Elisa: anche per la neve... L'ho baciata e abbracciata talmente tante volte... Una passione dolorosa!
Dove sei stata? 
Elisa: Al Tonale, a cavallo tra la provincia di Brescia e quella di Trento. Siamo sui 1900 metri, e il sole arriva solo per qualche decina di minuti il pomeriggio, ma per fortuna sono stati 4 giorni molto caldi. Le montagne in quella zona sono bellissime, e offrono molto a chi vuole fare sport invernali, o anche solo lunghe ciaspolate. Era la prima volta che ci andavo, e infatti per dovere di cronaca ho visitato anche il pronto soccorso 
E io che ti immaginavo in qualche SPA! Come va la spalla?
Elisa: Mh più o meno ... ma ok. Difficile evitare una sauna o un bagno turco, ormai, in montagna ... Quindi, non mi hai immaginato troppo lontana dalla realtà.
Vedi, vedi? Ma in montagna che tipo di soluzione preferisci?
Elisa: Per il tipo di alloggi, dipende. D'inverno, se si parla di pochi giorni, vale la pena puntare su un alberghetto a mezza pensione: pochi giorni ma buoni, senza bisogno di cucinare e sistemare. Se si ha a disposizione più di una settimana, magari è meglio optare per un appartamentino da affittare, per limitare il costo totale della vacanza. D'estate si può valutare anche un bungalow in un campeggio: permette sicuramente un contatto maggiore con la natura e la vita all'aria aperta, e per i bambini costituisce uno spazio ambio ma ben delimitato e sicuro.

 Di recente sei stata in Cina. Ce ne racconti un pezzettino?
Elisa: Sì per tre settimane, tra ottobre e novembre. La Cina l'abbiamo scelta perché in questi ultimi anni se ne è sentito tanto parlare e ci ha affascinato l'idea di visitare una nazione a cavallo tra migliaia di anni di storia e stravolgimenti sociali rapidissimi e ancora in atto. Ha saputo stupirci per tanti aspetti. Da un lato, nella nostra mente la Cina è ancora un paese in via di sviluppo e invece quando sei lì ti rendi conto che a livello tecnologico e infrastrutturale ci hanno già passato da un pezzo. Ci si sente stranamente decaduti, noi europei. E dall'altro lato offre monumenti grandiosi, impressionanti per dimensioni, bellezza, stato di conservazione e paesaggi davvero unici. Non so descrivere l'emozione di camminare sulla Grande Muraglia e paragonarla all'immagine che avevo nella mia testa o camminare sui sentirei di pietra tra le terrazze di riso e i contadini ancora nei loro abiti tradizionali, che lavorano ancora per lo più a mano. Per poi vedere città di 10 mila abitanti completamente cantierizzate perché il governo ha deciso che nei prossimi due anni dovrà essere realizzata una rete di 9 (!!!) metro. In totale, c'è solo un parola per descriverla: impressionante.
Ti prepari prima di un viaggio come questo o vai alla ventura?
Elisa: Certo! I nostri viaggi ce li organizziamo noi! E se vai in un paese come la Cina così ampio e con una scarsa diffusione dell'inglese, e hai solo 3 settimane, devi per forza organizzarti un po' prima. Ho comprato una guida, ho letto decine di forum e diari di viaggio su Internet e ho tirato giù un canovaccio di cosa poteva interessarci. Con Mirko, mio marito, ho sfoltito e definito le tappe. Un paio di medi prima del viaggio, il primo step: comprare i biglietti prima che diventassero troppo cari. Poi definire il tempo necessario per ogni tappa e di conseguenza organizzare i viaggi interni. Valutate le opzioni, abbiamo scelto di spostarci con voli interni per questioni di tempistiche. Per la stessa ragione abbiamo prenotato tutti gli hotel. Poi, basta: il resto lo abbiamo lasciato all'improvvisazione anche perché la gente del posto spesso è molto più utile di tante guide.
Seguite sempre questo iter o vi adeguate al tipo di viaggio?
Elisa: Se abbiamo più tempo a disposizione, come è stato per gli USA, prenotiamo solo il biglietto di andata e ritorno e l'automobile a noleggio o l'albergo per la prima tappa. Si risparmia molto e si vivono più avventure, che alla fine sono tutte ricordi, belle o brutte che siano.
Come catturi le emozioni dei tuoi viaggi?
Elisa: Ale, non ti facevo così "marzulliana"! Dunque, le emozioni dei miei viaggi in piccola parte rimangono sulle mie foto. La mia macchina fotografica m costringe a cogliere i dettagli, staccandomi un po' dall'impressione generale. E poi, con la condivisione: ho viaggiato da sola, ma viaggiare con un'altra persona ti permette di rivivere quelle esperienze altre migliaia di volte. E di riderne altre migliaia di volte. E poi una parte delle emozioni correlate ai miei viaggi sono mentali, quelle che provo quando il viaggio lo sto ancora fantasticando, quando nella mia testa inizio a comporlo.

Ricordi il tuo primo viaggio da bambina? 
Elisa: Dunque il primo è dura però c'è da dire che mi miei genitori, quando hanno avuto dei figli, hanno modificato le loro abitudini; da soli facevano viaggi fuori di testa, mentre con noi preferivano viaggiare solo in Italia, verso mete per lo più marittime. Quindi mi viene in mente la Corsica, la Sardegna. Si puntava un villaggio residence e poi si facevano gite giornaliere in giro per la regione. Una noia!! Il viaggio piu' bello che ho fatto con loro e' stato anche il primo avventuroso, quando ormai ero adolescente: partiti in macchina verso la provenza, fermandosi dove capitava, nei paesini.

E la prima volta da sola? Elisa: Tutta un'altra cosa, a livello di stimoli! Il primo viaggio vero e proprio senza i miei genitori e' stato un mese di interrail (te li ricordi? anni fa si usavano tanto...), ho girato tutta la spagna e il portogallo, con pochissimi soldi in tasca (ma guadagnando ricordi indelebili).

Fantasticol, è vero! Me lo ricordo, era il desiderio di ogni adolescente!
Elisa: Chissà se esistono ancora? Erano un'ottima opportunità per i ragazzi: permettevano con pochi soldi di vivere le strade d'europa e di buttarsi alla ventura, lontani da mamma e papà.
A proposito, di mamme, cosa ne pensi dei viaggi con i bambini anche piccoli?
Elisa: Non ho ancora figli, ma sono tra i miei prossimi obiettivi. E il mio piu' grande desiderio e' trasmettere loro il mio amore per i viaggi. Vorrei che i miei figli siano, in futuro, cittadini del mondo; che sappiano comunicare con le altre culture, che vivano il mondo come un immenso giardino, da rispettare e di cui innamorarsi.Che non abbiano paura nell'affrontare l'ignoto, perche' come ho detto le esperienze sono sempre positive. Che imparino ad adattarsi ad ogni situazione di buon grado. Tutto questo, credo possano apprenderlo in un unico modo: viaggiando con noi, ovunque, fin da piccoli. 
Secondo te è il bambino che si deve adattare al viaggio o vicerversa?
E' difficile viaggiare coi bambini, e' faticoso, richiede molta piu' organizzazione e, anche, in fondo, il desiderio di farli partecipare e non solo di portarli in giro come le valigie. Ma credo che quel che i figli possono imparare con la loro stessa esperienza, incontrando persone, luoghi, culture tanto diversi dalla loro quotidianita', sia davvero l'unico modo per trasmettere loro i valori in cui credo. Un conoscente una volta mi ha detto: "i miei figli mi accompagnano nei miei viaggi fin da piccoli: quando guardano qualcosa, capita che mi ricordino di cose viste in viaggio. Quando incontrano una persona vestita strana, o che parla un'altra lingua, non tentennano. Quando devono dormire in un letto che non e' il loro, non hanno paura" Beh, spero in futuro di poter applicare i miei tanti bei propositi 
E te lo auguro anche io, di cuore! Grazie davvero per questo viaggio virtuale, che spero di riproporre in un'altra occasione, in cui ho già in testa una serie di domande pratiche e di idee..
Ringrazio Elisa per le foto di questo post, che ho trovato in un posticino che spero presto conosciate anche voi!
Grazie mille anche per il tempo che mi hai dedicato e ti aspetto per uno dei prossimi martedì!
A presto!

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