Tutto è nato da un caro collega che durante la pausa pranzo ci intratteneva con quel suo modo irresistibilmente divertente di raccontare le barzellette. Un giorno ne dedica una a mio figlio e mi chiede di riportargliela e di stare a vedere ...
Ha creato due comici. A cena, al telefono con nonni e zii, in auto, in qualsiasi momento dove capiscono che attaccano si lanciano. La storiella prende forma con gesti e intonazioni e trovo che sia un modo molto bello di misurarsi anche con la timidezza perché aspettano la risata che poi gli dà molta soddisfazione!
Così i nonni gli hanno regalato un libro con barzellette brevi e modi di dire buffi: le abbiamo lette, provate, con intonazioni e gesti e loro le hanno personalizzate con dettagli.
Un altro modo per far ridere invece loro sono le vignette della settimana enigmistica e per qualcuna l'ironia non è proprio diretta, ma ho scoperto che piace molto capire dietro le parole e il disegno cosa ci sia di divertente e secondo me è un buon esercizio anche per stimolare immaginazione e spronarli al racconto per ui a volte ne creiamo noi.
Ridere è una delle cose che riesce più facile a un bambino e dice molto di lui. Mi capita spesso, avendo due bimbi di età differenti, di sentirli ridere in modi e per motivi diversi e ogni volta mi basta per trovare risposte a domande su di loro. Perché la risata è tagliata anche su come percepiscono la realtà, le cose di tutti i giorni e quella che trovo irresistibile è la capacità di ridere di se stessi. Ricordo ancora la prima battuta di Pietro e il suo "questa è ironia?" dopo che le prese in giro di un babbo burlone e con uno spiccato senso dell'umorismo lo mettevano un po' a disagio, più per questioni di orgoglio. Capire che era solo un modo di vedere le cose più divertente gli ha fatto cambiare idea.
E in casa il gioco divertente c'è sempre stato prima per sentire quelle deliziose risatine di un poppante a cui basta un "bubusettete" per impazzire di gioia; poi abbiamo cominciato a usare l'umorismo per le attività quotidiane che i bimbi facevano fatica a seguire. E' stato poi bello vedere Pietro cambiare e saper cogliere aspetti ridicoli sia in testi comici in tv ma anche nei nostri amici e giocare con loro, soprattutto con le parole, capacità che mi sorprende perchè capisco che è più consapevole dei rapporti di causa-effetto.
E' utile spiegare ai bambini la differenza fra la presa in giro di qualcosa che può ferire l'altro o quella che invece rassicura, scioglie, diverte e quindi forse è stato importante usare l'auto-ironia per dare esempio concreto di come ci si senta a sdrammatizzare anche lati del proprio carattere, soprattutto momenti in cui crescere già richiede impegno su diversi fronti.
Uno dei consigli più preziosi che mi hanno dato le maestre della materna di Pietro è stato di imparare a sdrammatizzare con lui un po' su tutto, attraverso giochi, letture, ma soprattutto a cominciare dal mio essere mamma. E credo che uno dei momenti in cui mi sento più a posto in questo ruolo è quando da una discussione nasce una sonora risata che toglie tutte le tensioni del caso e riporta la comunicazione fra noi.
L'ironia fa parte anche della vostra vita? Raccontateci episodi...e magari se vi piace l'idea possiamo riparlarne con curiosità sul tema e qualche...barzelletta anche per i più piccini.




2 commenti:
Che bello Ale, me li immagino loro due a improvvisarsi barzellettieri!
Precisetten in questa cosa è un pò come me, ride a crepapelle per le cose che spiazzano, per le cadute (degli altri) adesso ha scoperto Tom & Jerry e più il micio è malconcio più si sbellica!
C'è stata una scena però l'estate scorsa che resterà sempre nei nostri occhi, mio nonno, che ama gli sfottò, mentre pranzavamo ha iniziato a fargli il terzo grado su cosa volesse da mangiare e la risposta di Ricky era sempre la stessa "NO!" Allora mio nonno ha ricominciato "Riccardo, vuoi una mela?... vuoi la banana?... vuoi l'anguria?... e lo vuoi un calcio in culo?" Riccardo l'ha guardato con aria dubbiosa ed ha cominciato a ridere... non finiva più.
Da quel giorno, quando qualcuno gli risponde di no a più domande lui la riutilizza... e continua a ridere come un matto!
buahhahaha
ci credi che per noi è il "pane quotidiano" e che stefano ci ha insegnato a vedere le cose da quest'angolazione e vedi vedi forse serve anche a scuola per le prime scaramucce con i compagni...
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