La favola della zia Ale

giovedì 2 agosto 2012 7 commenti

C’erano una volta due cavallini, Emma e Francesco, che vivevano in montagna in una grande stalla insieme alla mamma MOKA, una cavalla appenninica dal mantello scuro e dal buon carattere e al papà MILO, un cavallo calabrese forte, resistente e veloce.
 Ai due fratellini piaceva correre spensieratamente per i vasti prati o stendersi ad ammirare il cielo per assegnare strane forme alle nuvole. Ogni giorno scoprivano i mille colori della natura, ne annusavano i deliziosi profumi e assaggiavano i gustosi frutti che cadevano dagli alberi.
Una bella mattina di sole decisero di fare una passeggiata nel bosco e scelsero un sentiero stretto e tortuoso, ma ricco di cespugli di frutti di bosco, di cui erano particolarmente ghiotti.


Da un'idea di Doriana, una delle sue speciali per festeggiare i suoi amati amici, è nato il desiderio di scrivere una storia per il compleanno dei miei due nipotini.


Coinvolgo i bambini, che prontamente si scelgono un personaggio che poi cambieranno un paio di volte così da dover rivedere un po' il contenuto, ma non fa niente: è troppo bello scrivere, inventare, immaginare...
I bimbi si stufano: "Pensa tu alla storia che noi disegnamo i personaggi". Ok, riprendiamo il discorso, allunghiamolo, con i commenti del babbo che sdraiato sul lettino in spiaggia borbotta che questa storia è troppo complicata per dei bimbi piccoli.
Ma non demordo, supportata dall'amore di zia e mi stendo nel silenzio e scrivo. Scrivo, correggo, riscrivo e rileggo.
Eccola! Fila, scorre, è piacevole, mi pare! La faccio leggere alle mie amiche care e nel frattempo il babbo vuole avere la versione definitiva per essere stavolta più clemente...Mettiamoci anche che la nonna, ex insegnante di italiano, me la legge e mi corregge un paio di errori...Ma ci siamo! Piace ed emoziona, quello che cercavo.



“Mi chiamo Lily e non devi aver paura dei ragni: sono buoni e socievoli e le ragnatele sono le loro casette per questo ci tengono molto”.
Per consolarlo inoltre gli offrì delle gustose carote che teneva di scorta nella tana e propose di fare il suo gioco preferito: saltellare tra le numerose rocce dalle svariate forme sparse qua e là sul terreno"

In pratica, ho fatto così:
- abbiamo creato a tavolino dei personaggi, scegliendo prima il tema e poi abbiamo preso spunto da internet per i dettagli sull'ambientazione e sulla vita dei personaggi, nel ns caso animali del bosco;
- Ele si è occupata dei disegni, che ho poi scansionato, creando dei pdf da cui ho estrapolato le immagini per adattarle all'impaginazione della storia;
- Pietro ha realizzato la copertina con dediche e autori;
- infine la rilegatura con semplice spirale ad anelli.



"Nel frattempo stava calando il buio e Pietro e Lily salutarono gli altri per tornare alle loro tane, mentre i cavallini e la farfalla cercarono il sentiero da cui erano venuti. Il bosco era fitto e si vedeva a fatica. Fu così che da un albero lì vicino un gufo e una civetta dissero:
“Siamo Lino e Lala, possiamo aiutarvi?”.
“Sì, grazie” risposero i fratellini “Ci siamo persi!”.
“Noi siamo ben allenati al buio, vedrete che ritroveremo la strada di casa.” si offrirono generosamente Lino e Lala, che li accompagnarono scortati da graziose lucciole che illuminavano il percorso e dalla luna che gli sorrideva, rassicurandoli e confortandoli.
Dopo pochi metri apparve davanti a loro il sentiero per casa e così Emma, Francesco e Sandy salutarono il gufo e la civetta e proseguirono fino al campo di fiori, dove la farfallina tornò dai fratellini, mentre i cavallini potevano vedere già le luci della loro stalla.
Arrivarono a casa, dove mamma Moka e papà Milo li aspettavano per cenare. Mangiarono insieme e fino all’ora del sonno la stalla risuonò di nitriti di cavallini gioiosi e felici per aver vissuto una straordinaria giornata in compagnia dei loro nuovi amici, gli animali del bosco". 



7 commenti:

  • Stefania ha detto...

    Che bello! Mi hai fatto venire in mente le storie che scrivevo (ed illustravo) da ragazzina. Ancora la conservo e ogni volta che mi capitano tra le mani mi commuovo nel pensarmi ragazzina alle prese con storie inventate...

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