Tempo fa, forse l'anno scorso, trovammo in biblioteca questa meravigliosa storia, "Anna è furiosa" di Christine Nostlinger (serie bianca, Battello al Vapore, 1993, età consigliata 5 anni), utile per affrontare con i bambini il tema della rabbia e di quello che innesca dentro noi. Sì perché Anna quando si arrabbia, anche per un nonnulla, si vede proprio perché
le sue guance diventavano rosse come pomodori, i capelli si rizzavano, frusciavano e lanciavano scintille e i suoi occhi grigio chiaro brillavano, neri come corvi
e
quando era furiosa doveva gridare e strillare e doveva pestare i piedi per terra e tirare i pugni. Doveva mordere, sputare e calciare e a volte si buttava a terra e dava colpi tutt'attorno.
Un po' come Ele qualche sera fa ed è raro perché lei quando ha bisogno di sfogarsi lascia uscire tutto per gradi; invece vedere il fratello entrare per primo nella vasca ha innescato la miccia. Devo dire che forse per stanchezza ho reagito rimanendo impassibile e più che contenerla come faccio di solito abbracciandola e parlandole, mi sono ricordata di questa storia e le ho proposto di incanalare tutto in un gesto ... Non si può pensare, come suggerisce la mamma di Anna, di ingoiare le arrabbiature perché poi rischi di avere il singhiozzo e la pancia gonfia, né di seguire il consiglio del papà di non farle comparire così come non servono distrazioni in quei momenti....eh no perché poi ci si rimane male se qualcosa che non va come diciamo noi e si ricomincia!
E allora? Eh, si fa come il nonno di Anna e si prendono un tamburo e delle bacchette e si scaccia la furia. E se non sono a portata di mano si battono le mani sulla porta, sulla vasca, sul letto, ovunque pur di scaricare la rabbia e sentirsi meglio per capire cosa sia successo, magari parlandone un po' con mamma.
Dai fai la brava, suona un po' il tamburo
E Pietro oggi comincia il corso di batteria: a buon intenditore....
Noi abbiamo preso questa idea anche per aiutare Pietro a non mangiucchiarsi le unghie e di tamburellare le dita attorno alla bocca per non farsi prendere dai dentini quando magari era emozionato per un cartone o per una qualsiasi cosa. La medaglia di mio fratello, numismatico di professione, ha dato la svolta finale!
E' anche ricca di spunti per la drammatizzazione e credo che sarà uno dei nostri prossimi spettacoli casalinghi con le amichette del cuore (ne riparleremo)
E voi come sciogliete la rabbia?




5 commenti:
Bello, ne ho sentito parlare molto e volevo leggerlo con Ricky!
Noi adottiamo la tecnica del "sfogati come vuoi, nei limiti dell'accettabile, e quando hai finito avvisami che ne parliamo". Fortunatamente capita molto raramente...
Do è molto bello e devo dire che se ne trovano versioni sul web perché è uno dei libri più usati anche a scuola. E non solo perché in poche frasi evidenzia l'importanza di questa emozione e del non soffocarla, ma dà una dritta che noi abbiamo proprio messo in pratica, io per prima.
Tamburella, sciogli tutto e poi rivedilo con altri occhi
Bello bello bello!!!
mi piacerebbe anche a me trovare un "antirabbia" per mia figlia minore che a volte si arrabbia talmente tanto che mi preoccupa.
guarda ci pensavo stamattina che ho lasciato la piccola a scuola finalmente serena dopo i primi mesi di inquietudine al momento del distacco, dovuto dicevano le maestre al fatto che il fratello ha iniziato le elementari e al trasloco.
diciamo che lei questo periodo si arrabbia più facilmente ma allo stesso tempo è più teatrale, anche se sono convinta che spesso comunque sia proprio invasa dalle emozioni: ecco da che però ha cominciato a tirare fuori e a casa ci lavoriamo su....sciogliamo, smussiamo, capiamo, elaboriamo in tanti modi (ne riparleremo) sta meglio ed è più in equilibrio
quindi vedi vedi che anche per te magari è solo quel momento in cui non sono ancora in grado di gestire le emozioni che nascono però da una maturità, da un momento importante nella crescita in cui aumenta la consapevolezza di ciò che ci circonda
facci sapere come va
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